Cinzia Zuffada

Scienziata e manager

Scienziata e leader internazionale nel campo delle tecnologie spaziali per l’osservazione della Terra, nonché Presidentessa di ISSNAF – Italian Scientists and Scholars in North America Foundation. Nata a Broni (Pavia), vive e lavora negli Stati Uniti, dove ha costruito una carriera di altissimo profilo tra ricerca, leadership istituzionale e cooperazione scientifica internazionale. Attraverso ISSNAF, si impegna attivamente per rafforzare il dialogo tra Italia e Nord America e per valorizzare il talento scientifico italiano nel mondo, con particolare attenzione alle nuove generazioni.

Presidente di ISSNAF – Italian Scientists and Scholars in North America Foundation
Senior Fellow della Scuola Superiore di Studi Avanzati Sapienza
Deputy Chief Scientist del Jet Propulsion Laboratory della NASA (fino a Maggio 2023)

Socio Ordinario dell’Accademia Italiana di Ingegneria e Tecnologia

Il suo percorso l’ha portata a distinguersi in ambiti di frontiera come le tecnologie spaziali per l’osservazione della Terra. Come è nata la sua passione per le STEM e le scelte fatte nel percorso di studi?

Ricordo una curiosita’ per la natura fin dall’infanzia, e di voler osservare e capire quello che mi circondava. Mi iscrissi al liceo scientifico T. Taramelli a Pavia perche’ ritenevo che una preparazione con solide basi matematiche, elementi di fisica, chimica e astronomia potessero aprirmi piu’ possibilita’ nella scelta del percorso universitario e decisi di iscrivermi ad ingegneria elettronica (Università di Pavia e Collegio Ghislieri), piuttosto che matematica o fisica, perche’ pensavo di non volermi limitare al tradizionale insegnamento ma a perseguire una carriera piu’ dinamica. In quegli anni stavano nascendo discipline ingegneristiche che sarebbero esplose nel giro di poco tempo
(dall’informatica alle telecomunicazioni ai sistemi satellitari) ma naturalmente non lo
sapevo; tuttavia si avvertiva un fermento dalle poche informazioni che erano accessibili
allora e fortunatamente sono riuscita a coglierlo.

Dopo la formazione e le prime esperienze di ricerca, ha costruito una carriera internazionale tra scienza, leadership scientifica e istituzionale al Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA. Ci racconta le tappe principali e il ruolo che ricopre oggi?

Sono partita con l’idea di fare carriera accademica in Italia ma presto mi sono resa conto del sistema molto rigido che avrebbe richiesto un apprendistato lunghissimo, e allora mi sono trasferita negli USA. Degli anni che ho passato come ricercatrice ricordo il lavoro duro, ma anche i colleghi/collaboratori che ho conosciuto negli anni, persone di grande talento che venivano da tanti paesi del mondo come Cina, Siria, Iran, Russia, Romania, Spagna, Olanda, Germania oltre agli Americani e con cui ho fatto squadra su progetti diversi.
Insieme abbiamo ragionato e risolto problemi tecnici, e abbiamo condiviso i momenti della
scoperta, quando si raggiunge un risultato per la prima volta, momenti di gioia quando la
nostra proposta e’ stata accettata per essere finanziata e cosi’ via. Una cosa che ho
apprezzato del mondo della ricerca e’ l’assenza di restrizioni geografiche vere e proprie perche’ anche se si appartiene ad istituzioni diverse le collaborazioni si sviluppano attraverso gli incontri e le discussioni anche, e spesso soprattutto, al di fuori.
Poi sono diventata Dirigente di Ricerca, coordinando il lavoro scientifico di un gruppo di scienziati del JPL, preoccupandomi di rendere il loro lavoro piu’ visibile e riconosciuto all’interno dell’istituzione e di reclutare i nuovi membri per crescere il pool di talenti. E infine sono diventata senior manager, Deputy Chief Scientist del JPL, che riporta all’ufficio del Direttore e si occupa di tutta la comunita’ dei suoi ricercatori attraverso l’erogazione di fondi interni e delle collaborazioni con le universita’. In questo ruolo di leadership istituzionale mi sono preoccupata di come informare le priorita’ di ricerca per garantire il continuo successo del JPL nell’esecuzione degli obiettivi della NASA. Da poco sono in pensione e collaboro maggiormente con l’universita’ italiana a livello didattico e di ricerca.
Sono Senior Fellow alla Scuola Superiore Studi Avanzati Sapienza a Roma dove insegno e
collaboro su applicazioni della tecnica di riflettometria con il segnale GPS per il
monitoraggio delle acque terrrestri. Inoltre sono molto impegnata a livello di volontariato
nel mio ruolo in ISSNAF.

La missione di ISSNAF è valorizzare l’ampia comunità dei ricercatori italiani attivi oltreoceano, considerata una risorsa preziosa per il bene comune e anche per la crescita del sistema scientifico italiano. Come puo’ aiutare i giovani in Italia? E le donne in particolare?

Siamo una rete di professionisti, molti dei quali hanno raggiunto posizioni apicali, che si
mettono a disposizione volontariamente, attraverso una serie di programmi, come il
mentoring o la mobilita’. Gli studenti di universita’ italiane che stanno esplorando
opportunita’ di studio o ricerca in America o Canada possono trovare un mentore che li
aiuta ad orientare le proprie scelte attraverso colloqui telematici periodici. Per coloro che
sono interessati ad un periodo di mobilita’ nell’ambito di un percorso di laurea o dottorato,
molti dei nostri membri sono disponibili ad accogliere ospiti nel proprio laboratorio di
ricerca e fornire esperienze formative uniche che non solo arricchiscono il percorso in Italia
ma consentono esperienze culturali ed espansioni dei propri orizzonti professionali di
valore incalcolabile. Inoltre diversi nostri membri hanno trasformato con successo la loro
ricerca in prodotti e/o servizi innovativi diventando imprenditori. Possiamo attingere a
questi esperti per aiutare le startup in Italia.
Come presidente mi sono impegnata a far crescere in modo sistematico queste
opportunita’ e ne sono coinvolta in prima persona perche’ trovo gratificante in questo
momento della mia vita poter condividere con (e toccare le loro vite) le nuove generazioni
le mie esperienze, soprattutto con coloro che mi ricordano me stessa alla loro eta’ e
naturalmente tante sono donne. Mi fa piacere riuscire a comunicare quelle ‘chiavi di
lettura’ che vengono da tanti anni di lavoro e rappresentano delle scorciatoie nella curva di
apprendimento di un’altra persona. E’ una parte importante del mentoring e vorrei
incoraggiare soprattutto le giovani donne a cercare altre donne mentori anche prima di
arrivare all’universita’. Le nuove generazioni costituiscono una risorsa incredibile per il
futuro del nostro Paese e vedo come mio dovere aiutare i giovani a credere in loro stessi e
investire in una formazione che li renda consapevoli delle opportunita’ che esistono e a volersi mettere in gioco per inventare il futuro.