Marina Guida è Head of Sales Italy Amazon Ads, la divisione pubblicitaria di Amazon che sviluppa soluzioni innovative basate su insights, intelligenza artificiale e tecnologie digitali per aiutare aziende e brand a dialogare con milioni di persone. Dopo una formazione umanistica, ha costruito una brillante carriera nell’advertising e nell’innovazione, dimostrando che oggi il mondo della tecnologia è sempre più interdisciplinare. Il suo percorso è un messaggio importante per tante ragazze: non esiste un’unica strada per contribuire all’innovazione, perché curiosità, capacità di imparare e apertura al cambiamento permettono di avvicinarsi alle STEM anche partendo da esperienze diverse.
Il suo percorso dimostra che si può arrivare a lavorare ai massimi livelli dell'innovazione tecnologica anche partendo da una formazione umanistica. Quali sono le caratteristiche che pensa siano alla base della sua carriera? C'è stato un momento in cui ha capito che la tecnologia avrebbe fatto parte del suo futuro? Com'è nata la sua passione per questo mondo?
Guardando al mio percorso, ci sono tre caratteristiche che considero fondamentali e che la mia formazione umanistica ha contribuito a sviluppare.
La prima è la capacità di costruire relazioni autentiche. La letteratura mi ha insegnato a osservare le persone, comprenderne le motivazioni e cogliere ciò che muove le loro scelte. Questa sensibilità è stata fondamentale per creare rapporti professionali solidi e duraturi. La seconda è lo storytelling. Saper raccontare storie è un vero superpotere, che si tratti di presentare una strategia ad un cliente, guidare una negoziazione o valorizzare un caso di successo. Mi piace citare Marshall Rosenberg: "Le parole possono essere finestre o muri." Imparare a usarle bene crea opportunità e genera fiducia. Infine, al terzo posto, curiosità e tenacia. Preparare un esame di letteratura significa confrontarsi con testi complessi con curiosità e disciplina: una straordinaria palestra di metodo e perseveranza.
La passione per la tecnologia è nata sul campo. Mi sono laureata nel 2000, nel pieno della New Economy. Sognavo di fare la giornalista, ma mi sembrava un percorso lungo e avevo il desiderio di raggiungere rapidamente l’indipendenza economica. Ho iniziato a lavorare in una piccola agenzia creativa specializzata nel digitale ed è stato lì che ho scoperto come la tecnologia potesse essere un abilitatore di innovazione, capace di aiutare i brand a comunicare meglio e creare nuove esperienze. Da quel momento ho capito che avrebbe fatto parte del mio futuro.
Dopo gli studi in Lingue e un percorso nel marketing e nella comunicazione, oggi guida un team commerciale in Amazon Ads in Italia. Ci racconta il suo percorso e di cosa si occupa oggi?
Quando mi sono laureata, nel 2000, una formazione umanistica non era quella più comunemente associata a ruoli commerciali o di marketing. Ho costruito il mio percorso cercando delle alternative, passo dopo passo: nell’agenzia creativa, dove ho iniziato a lavorare come copy writer, seguivo progetti digitali per grandi brand internazionali. Quella realtà snella mi ha permesso di apprendere rapidamente ogni aspetto del business e di farmi notare da chi prendeva le decisioni. Sono passata presto al ruolo di account e, dopo diverse esperienze in aziende italiane, nel 2006 sono entrata in Google, realizzando uno dei miei obiettivi professionali: lavorare in un'azienda multinazionale capace di unire tecnologia, innovazione e media. In dieci anni ho accompagnato aziende italiane e internazionali nella trasformazione della strategia di comunicazione, dall'offline all'omnicanalità, maturando competenze commerciali, in consulenza strategica, marketing e gestione di team diretti e cross-funzionali. Nel 2016 ho scelto di entrare in Amazon Ads, attratta dalla possibilità di contribuire a costruire qualcosa di nuovo in una fase di forte crescita. Da allora ho contribuito a sviluppare l'offerta pubblicitaria e a far crescere l'organizzazione, guidando team che aiutano aziende di settori diversi a sfruttare insights, intelligenza artificiale e innovazione tecnologica per costruire strategie di comunicazione efficaci e misurabili.
Oggi lavora ogni giorno con insight, intelligenza artificiale e nuove tecnologie che stanno trasformando il mondo della pubblicità. Quali sono i progetti o le sfide che l'hanno maggiormente appassionata? C'è un risultato di cui è particolarmente orgogliosa?
I progetti che mi appassionano di più sono quelli in cui posso creare qualcosa di nuovo. Ho avuto il privilegio di vivere esperienze professionali straordinarie, entrando in realtà – oggi punti di riferimento del settore - che stavano costruendo la propria presenza nel mercato pubblicitario italiano e contribuendo alla loro crescita.. In Google, con un ruolo commerciale, ho accompagnato aziende che non avevamo mai investito nel digitale a comprenderne l’impatto sul business e a farlo diventare parte integrante delle loro strategie. Nel 2016 ho scelto Amazon Ads proprio perché volevo tornare in una realtà in forte espansione, per contribuire alla sua strategia di sviluppo. In questi 10 anni ho costruito team, assunto e fatto crescere talenti, collaborato con colleghi di tutto il mondo e con organizzazioni molto diverse - da Retail a Prime Video- e ho creato modelli di lavoro per costruire partnership con clienti di diversi settori. Oggi Amazon Ads continua ad evolvere e io sono sempre entusiasta di ascoltare le sfide dei nostri clienti e affrontarle con creatività e tecnologia.
Nel suo percorso ha costruito una carriera di leadership in un settore altamente competitivo e in continua evoluzione. Ha incontrato ostacoli legati al genere? C'è stato un momento in cui ha pensato "ce l'ho fatta" o uno in cui ha avuto voglia di mollare?
Ho senz’altro incontrato le sfide che molte donne in ruoli di leadership conoscono, in particolar modo operando in un settore in costante trasformazione. Ci sono stati momenti in cui tutto sembrava correre più veloce di me, in cui mi sono chiesta se sarei riuscita a tenere il passo. È in quei momenti che ho capito quanto sia importante non restare sole: chiedere aiuto non è debolezza, è un modo per ritrovare lucidità.
La prima persona che chiamo è mia madre. Ogni volta mi ricorda che quella frase me l'ha sentita dire tante volte e che, puntualmente, con impegno e determinazione ho sempre superato le difficoltà. Il suo sguardo mi aiuta a rimettere le cose nella giusta prospettiva. E poi c'è un adesivo attaccato al mio pc, preso durante un corso di leadership, che dice: "Run your own race." Mi ricorda di non misurare il mio valore sul ritmo degli altri, ma sulla mia storia e sui miei obiettivi.
La sua esperienza dimostra quanto oggi tecnologia e competenze umanistiche possano dialogare. Quanto è importante, secondo lei, continuare a imparare e sviluppare competenze STEM anche partendo da percorsi diversi, come il suo?
In aziende come Amazon, le competenze STEM sono il motore dell'innovazione: lo sviluppo software, ad esempio, è ciò che permette ai prodotti di evolversi continuamente. Ma la tecnologia da sola non basta. Servono persone che sappiano vendere questi prodotti, ascoltare i clienti, interpretare le loro esigenze e tradurle in un linguaggio che chi costruisce il prodotto possa trasformare in soluzioni concrete. Anche l'attitudine analitica è stata per me molto preziosa, eppure non viene dagli studi di matematica. L'ho costruita ponendomi domande e scavando oltre la superficie dei problemi. In Amazon, è il leadership principle che chiamiamo dive deep, una forma mentis che si allena ogni giorno, a prescindere dalla laurea.
Che messaggio vorrebbe lasciare alle ragazze che si sentono insicure davanti alla matematica o alla tecnologia, per aiutarle a fidarsi di più delle proprie capacità e immaginarsi protagoniste anche in questi mondi?
L'intelligenza artificiale renderà sempre più accessibili molte attività tecniche. Ma ciò che continuerà a fare la differenza sono qualità profondamente umane: la capacità di comprendere le persone, leggere il contesto, porre le domande giuste e costruire relazioni di fiducia. Sono competenze che una formazione umanistica allena in modo naturale, e oggi le considero più preziose che mai.
Alle ragazze che stanno scegliendo il loro percorso dico: seguite le vostre passioni, senza l'ansia di avere tutte le risposte. Curiosità, impegno e voglia di imparare contano molto più di un percorso che sembra "quello giusto" subito. Il mondo cambia a una velocità tale che nessuna scelta è definitiva: quello che conta davvero è non smettere mai di essere curiose.