Sara Vassallo

Corporate R&D Specialist presso NEXTCHEM

23/10/2026

Gentile Sara Vassallo ha conseguito la laura magistrale in Ingegneria Meccanica, con indirizzo di specializzazione in turbomacchine e motori a combustione interna, com’è giunta a questa scelta? E’ sempre stata portata per le materie STEM fin da piccola? Cosa sognava di fare “da grande”?

Fin da piccola sono stata attratta dalle materie scientifiche, in particolare dalla matematica, pur coltivando anche una forte passione per le materie umanistiche, come la letteratura italiana.
Immaginando il mio futuro, sapevo di voler diventare un ingegnere: desideravo contribuire alla realizzazione di progetti capaci di generare un impatto concreto e positivo sulla società.
Quando è arrivato il momento di scegliere il percorso universitario, ero indecisa perché mi incuriosivano ambiti molto diversi, dallo spazio all'energia, dai trasporti alla logistica. Confrontandomi con persone più esperte, ho scelto Ingegneria Meccanica per la sua formazione ampia e trasversale. Questa scelta mi ha dato basi solide e mi ha permesso di definire gradualmente la mia specializzazione, prima con la laurea magistrale e poi attraverso le diverse esperienze professionali.

La scuola le ha fornito un orientamento in questo senso? La sua famiglia l’ha sostenuta nella scelta?

La mia famiglia e le persone a me vicine mi hanno sostenuta molto in questa scelta, riconoscendo nell’ingegneria un percorso in linea con le mie inclinazioni e capace di offrirmi solide prospettive professionali.
Anche i professori incontrati soprattutto durante il liceo mi hanno aiutata a consolidare la mia scelta, trasmettendomi la loro passione per le materie scientifiche.

Dopo la laurea la sua prima esperienza professionale è stata in Brembo, per poi passare in SNAM e in seguito lavorando all’estero in Inghilterra per ITM Power in un’azienda all’avanguardia che sviluppa tecnologie per la produzione di idrogeno verde. Oggi è in NEXTCHEM parte del Gruppo MAIRE, con il ruolo di Corporate Research & Development Specialist. Ci può descrivere il suo percorso professionale e di cosa si occupa? Ha qualche progetto per il futuro?

Il mio percorso professionale è sempre stato guidato dalla volontà di contribuire allo sviluppo di progetti di grande impatto e di trasformazione del settore energetico ed industriale.
Ho iniziato la mia carriera in Brembo, lavorando come ingegnere di qualità nello stabilimento di produzione di sistemi frenanti per la Business Unit Moto. È stata una bellissima esperienza che mi ha permesso di lavorare a diretto contatto con uno stabilimento produttivo, riconosciuto come una delle eccellenze dell’industria italiana.
Successivamente ho scelto di avvicinarmi al settore energetico entrando in Snam attraverso un Graduate Program. Ho lavorato a progetti di innovazione tecnologica e digitalizzazione delle infrastrutture, tra cui la prima campagna di immissione di idrogeno nella rete di trasporto del gas di Snam. Questa esperienza ha rafforzato il mio interesse per le tecnologie legate alla transizione energetica.
In seguito mi sono trasferita a Sheffield in Inghilterra, per lavorare in ITM Power: un’azienda con un forte carattere innovativo che sviluppa elettrolizzatori per la produzione di idrogeno verde.
Questa è stata per me un’esperienza di grandissimo valore sia da un punto di vista professionale che personale. La possibilità di confrontarmi ogni giorno con colleghi di diverse culture e nazionalità mi ha davvero arricchita, lasciandomi un approccio diverso al lavoro e al modo di fare innovazione.
Oggi lavoro in NEXTCHEM, parte del gruppo MAIRE, come Corporate Research & Development Specialist e mi occupo della gestione di progetti dedicati allo sviluppo di tecnologie innovative nell’ambito della decarbonizzazione. Si tratta di un contesto molto sfidante, in cui grandi realtà industriali come MAIRE sono chiamate ad influenzare la transizione energetica, portando sul mercato soluzioni sostenibili e scalabili.
Nel futuro vorrei continuare a guidare progetti sempre più complessi, portando nuove soluzioni tecnologiche dalla fase di dimostrazione fino all’applicazione industriale.

Nel suo percorso di studi o nella sua carriera, ha incontrato difficoltà in quanto donna?

Durante i miei studi, pur avendo scelto un percorso universitario con una bassa presenza femminile, non ho mai incontrato difficoltà, anzi ho sempre trovato un ambiente in cui venivano premiate le competenze e dove il lavoro di squadra aiutava a superare anche gli esami più difficili!

Anche nella mia esperienza professionale non ho incontrato difficoltà riconducibili al genere. Credo abbia contribuito il fatto di aver lavorato quasi sempre in team giovani, internazionali e orientati all'innovazione, quindi generalmente aperti al confronto e alla diversità.
Nel mondo del lavoro, tuttavia, le dinamiche relazionali possono essere più complesse rispetto all'università e possono ancora emergere stereotipi legati al genere, all'età o al ruolo. Il mio consiglio è di non lasciare che questi condizionamenti definiscano le proprie ambizioni e di cercare contesti lavorativi, gruppi di lavoro e progetti nei quali ciascuna persona sia apprezzata per il valore che porta tramite la sua professionalità e le sue competenze.

Secondo lei, nel nostro Paese esistono ancora barriere che impediscono alle ragazze di avvicinarsi agli studi STEM o alle giovani donne di fare carriera in queste professioni? Cosa si potrebbe fare per migliorare le cose?

Ad oggi nel nostro Paese, almeno formalmente, le ragazze hanno accesso ai percorsi STEM. Questo non significa però che tutte partano dalle stesse condizioni o si sentano ugualmente incoraggiate a intraprenderli.
Soprattutto nella giovane età, le aspirazioni personali possono essere influenzate dal contesto sociale, familiare e scolastico con cui si entra in contatto.
Per questo è importante intervenire presto: raccontare modelli femminili diversi e credibili, creare occasioni di incontro con università e imprese e aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere le proprie capacità senza associarle a ruoli prestabiliti. Non si tratta soltanto di rimuovere barriere formali, ma di ampliare l'orizzonte delle possibilità percepite.

C’è qualche consiglio che può dare alle ragazze che amano le materie STEM e vorrebbero intraprendere questa strada ma hanno ancora incertezze e timori?

Il mio consiglio per le giovani ragazze è di seguire sempre le proprie aspirazioni e passioni, con determinazione e coraggio. Negli studi così come nel percorso professionale è normale non sentirsi all’altezza rispetto a qualcosa di complesso, ma è vero anche che con impegno e dedizione le difficoltà possono essere superate. Questo è vero soprattutto nel percorso di studi, dove si è parte di una comunità di colleghi e professori sui cui si può fare affidamento.

Infine, non dimenticatevi di costruire relazioni solide e di fare dell’università un luogo di gioia e di condivisione. Saranno anni ricchi di stimoli e di opportunità di crescita, cogliete ogni occasione con entusiasmo!