Francesca Ecclesia

Microscopy specialist, newcleo

26/02/2025

Francesca, si è laureata in Scienza dei Materiali, com’è giunta a questa scelta? E’ sempre stata portata per le materie STEM fin da piccola?

La mia scelta è stata piuttosto istintiva, a posteriori direi per nulla ponderata.

Fin dalle elementari è stato evidente che avessi una particolare inclinazione per le materie scientifiche, distinguendomi in particolare in matematica e per la curiosità con cui affrontavo le lezioni di scienze. Non ero la più veloce nei calcoli, ma mi distinguevo per la rapidità con cui riuscivo a risolvere i problemi. Ricordo che durante le verifiche ero sempre la prima a finire, e l’insegnante mi intratteneva proponendomi altri esercizi per dare il tempo a tutti gli altri di completare il compito. Per me era un gioco, un divertimento.

Alle scuole medie, mi affascinavano le espressioni e i problemi di geometria. Ricordo che, durante i momenti di svago, aprivo il libro a caso e mi divertivo a risolvere gli esercizi. Ho poi scelto di frequentare il Liceo Scientifico M. Curie di Pinerolo (TO) e, arrivata a maggio dell'ultimo anno, non avevo ancora ben chiaro quale facoltà scegliere all’università.

Sapevo di essere attratta da corsi scientifici, ma non sapevo quale scegliere.

Ero piuttosto confusa e a dirla tutta temevo di non farcela in ingegneria. Una mattina sfogliando il libro di orientamento che ci era stato dato dalla scuola, sono rimasta affascinata dal programma del corso di Scienza dei Materiali, che proponeva un percorso interdisciplinare tra matematica, chimica e fisica, a Torino.

In tutta questa confusione del periodo della scelta universitaria, unico punto fermo della mia vita: i miei genitori. Sono stati straordinari, mi hanno sempre sostenuta senza alcun pregiudizio e hanno sempre creduto in me.

Ci può raccontare il suo percorso lavorativo e di cosa si occupa?

Nel 2008 sono entrata al Centro Ricerche Fiat (CRF) per svolgere la mia tesi, occupandomi dello sviluppo delle celle DSSC, in un periodo in cui si iniziava a studiare questa tecnologia per la produzione di energia. Il laboratorio in cui lavoravo era già all’avanguardia e ho avuto la fortuna di incontrare persone straordinarie che mi hanno guidato in quegli anni, insegnandomi moltissimo. Nel 2011 sono stata assunta nel laboratorio di microscopia di Stellantis, allora FCA.
Qui ho iniziato a lavorare sulla metallurgia e la metallografia degli acciai, scoprendone la complessità e la bellezza. I primi anni sono stati dedicati a imparare a riconoscere le diverse microstrutture degli acciai e a studiare la failure analysis. Nel corso di questo lavoro, mi occupavo di analizzare tutti i materiali utilizzati nell'automobile, il che mi ha permesso di acquisire una conoscenza molto ampia, che spaziava dai vari tipi di acciai, alle leghe di alluminio, alle ghise, alla plastica, ai rivestimenti, alle vernici, alle gomme, ai tessuti, alle fuel cells e alle batterie.
Nel 2021 sono diventata responsabile del laboratorio di microscopia di Stellantis, che era composto interamente da donne. Avevo due colleghe straordinarie, Genny Giaccardi e

Vincenza Montalbano, entrambe dottoresse in fisica, che mi hanno dato un supporto fondamentale nella gestione delle analisi. Il laboratorio offriva supporto a tutte le divisioni di Stellantis a livello globale.
A gennaio 2024, ho assunto la responsabilità di tutti i laboratori che si occupano delle analisi fisico-chimiche dei materiali. Oltre al laboratorio di microscopia, la mia supervisione si è estesa ai laboratori di chimica organica e inorganica, nonché a quello dei controlli non distruttivi. Sebbene questo ruolo mi abbia conferito una grande responsabilità, mi ha anche allontanata dalla vita di laboratorio, portandomi a ricoprire un ruolo più manageriale che non sentivo adatto a me.
Per questo motivo, da dicembre 2024, ho intrapreso una nuova avventura diventando Microscopy Specialist presso newcleo. Questa realtà è davvero stimolante, un’azienda giovane, anzi giovanissima, con un obiettivo estremamente ambizioso: cambiare il mondo fornendo energia pulita, sicura, inesauribile e sostenibile. Sviluppare la prossima generazione di energia nucleare sostenibile e tecnologie per i combustibili è essenziale per soddisfare il fabbisogno energetico globale e raggiungere l’obiettivo di zero emissioni. L’azienda sente il dovere morale e scientifico di far avanzare l'industria nucleare, stabilendo un nuovo standard per la produzione di energia, a beneficio dell'umanità e dell'ambiente. Siamo pionieri nell'integrare tecnologie di reattori collaudate con nuovi sviluppi, e nel completare il ciclo del combustibile, per offrire energia più sicura, pulita e affidabile a un costo competitivo.
Stiamo lavorando alla costruzione di un laboratorio su Torino in collaborazione con l’istituto italiano di tecnologia (IIT) molto ben fornito ed estremamente all’avanguardia.
Sono molto felice di far parte di questa realtà, che rappresenta una straordinaria opportunità di crescita professionale e personale. Ogni giorno contribuisco con l’esperienza che ho accumulato in anni di lavoro e studio, affrontando sfide stimolanti e collaborando con colleghi altamente qualificati. In particolare, sto proseguendo il mio percorso di ricerca e approfondimento sui materiali utilizzati nel settore nucleare, un campo in continua evoluzione. Mi dedico a comprendere meglio le caratteristiche e le proprietà dei materiali che entrano in gioco nei reattori nucleari, esplorando come migliorarne la performance, la sicurezza e la sostenibilità. Allo stesso tempo, mi impegno ad ampliare le mie competenze attraverso corsi avanzati, letture specialistiche e collaborazioni con esperti del settore, con l’obiettivo di contribuire in modo significativo all’innovazione tecnologica e scientifica. Il mio impegno è rivolto a perfezionare le soluzioni esistenti e a esplorare nuove possibilità che possano favorire una produzione energetica più sicura, più efficiente e rispettosa dell'ambiente.

Nella sua esperienza di studio e di lavoro, le è mai capitato di imbattersi in uno dei tanti stereotipi che nel nostro Paese ancora rappresentano un ostacolo per le ragazze che si avvicinano agli studi STEM o che impediscono alle giovani donne di fare carriera in queste professioni? Cosa si potrebbe fare per migliorare le cose?

Sì, purtroppo gli stereotipi di genere sono ancora presenti, anche se la situazione sta lentamente migliorando. Nella mia esperienza, ho osservato che molte ragazze, pur avendo una forte passione per le materie STEM, si trovano spesso a dover affrontare pregiudizi, sia all’interno delle istituzioni educative che nel mondo del lavoro. C'è ancora l'idea radicata che alcune professioni siano "più adatte" agli uomini, specialmente in ambiti come le scienze applicate, la fisica e l'ingegneria, dove la presenza femminile è storicamente inferiore. Questo può portare a una sorta di disincentivazione, dove le ragazze, pur essendo capaci, potrebbero sentirsi inadeguate o fuori posto in un ambiente che non le vede sempre come pari.

Personalmente mi è capitato di venire sminuita da un professore che mi ha definita “adatta alle pulizie” solo perché sono di genere femminile e purtroppo in qualche colloquio in cui ero in cerca di lavoro, mi sono state fatte domande che sicuramente ad un uomo non sarebbero state poste, diciamo al limite della privacy e dell’etica.
E’ necessario garantire ambienti di lavoro inclusivi e paritari, dove le donne possano non solo entrare, ma anche crescere e prosperare. Questo richiede politiche aziendali che promuovano l’uguaglianza di genere, che supportino la carriera femminile e che, ad esempio, mettano in atto sistemi di valutazione che non siano influenzati da pregiudizi sessisti. Le aziende devono lavorare per abbattere i muri invisibili che impediscono alle donne di accedere a posizioni di leadership e di guadagnare visibilità nel loro campo.
Una situazione che ho vissuto personalmente qualche anno fa riguarda la mancanza di toilette per donne in alcuni ambienti di lavoro o facoltà prevalentemente maschili. Ricordo un episodio durante una visita in una fonderia in cui, avendo bisogno urgente di un bagno, mi è stato detto con imbarazzo che l’unico bagno per donne si trovava a dieci minuti di distanza, in una zona dove si prevedeva la presenza femminile.

Sono però convinta che la situazione stia migliorando. Mio figlio più piccolo frequenta la scuola primaria, mia figlia va alle medie e proprio quest’anno, durante l’orario scolastico, è stato introdotto un corso per esplorare le materie STEM in entrambe le scuole. È un passo avanti significativo. Il cambiamento sta avvenendo anche grazie al vostro lavoro di sensibilizzazione e divulgazione. Purtroppo, come sappiamo, il cambiamento è sempre lento. Sono fermamente convinta che, proprio come l’acqua che lentamente modella la roccia, anche la cultura possa essere trasformata. Certamente ci vorranno generazioni, ma sono fiduciosa che ce la faremo.
Ritengo che i giovani abbiano un grande potenziale in questo senso: li vedo senza pregiudizi, e spero che rimangano così, perché sarà proprio grazie a loro che le nuove generazioni impareranno che ciò che conta non è il genere, ma la persona. È questo che cerco di insegnare ai miei figli.
Per migliorare, è fondamentale non smettere mai di parlarne e continuare a sensibilizzare le nuove generazioni, credendo nelle loro capacità di fare la differenza.

C’è qualche consiglio che si sente di dare alle ragazze che amano le materie STEM e vorrebbero intraprendere questa strada ma hanno ancora incertezze e timori?

Il mio consiglio è di essere sempre se stesse e di credere in sé. Come dicevano entrambe le mie nonne: “Volere è potere!” Non è necessario scendere a compromessi, ma bisogna lottare per essere ciò che si desidera, senza paura di non farcela, anche se a volte si può essere scoraggiate. Se questa è la strada che desideri percorrere, vai avanti!
Non permettere a nessuno di farti dubitare di te stessa. Il tuo genere non determina la tua capacità di eccellere in queste discipline e la tua voce è fondamentale in questo contesto.
Non esitare a esprimere le tue opinioni!
C’è speranza, perché il mondo del lavoro sta cambiando, anche se questo cambiamento richiede ancora un po’ di tempo.