Co-Fondatrice del Progetto Dominicana Conecta
Co-Fondatrice del Progetto Radici Dominicane senza Frontiere
Com’è giunta a questa scelta? E’ sempre stata portata per le materie STEM fin da piccola? Cosa sognava di fare “da grande”?
Fin da piccola ho avuto una forte passione per la matematica e per le attività tecniche. Già allora sognavo di amministrare uffici e imprese, ricoprendo un ruolo che oggi potremmo definire quello di CEO. Durante l'adolescenza, il mio interesse si è orientato verso la filiera produttiva e l'organizzazione aziendale, approfondendo gli aspetti legati alla gestione e ai processi d'impresa.
La scuola le ha fornito un orientamento in questo senso? La sua famiglia l’ha sostenuta nella scelta?
Nel mio caso, la scuola non mi ha indirizzata verso questo ambito. Mio padre avrebbe voluto che studiassi amministrazione alberghiera, ma non mi sono mai vista a lavorare negli alberghi. Mi immaginavo, invece, alla guida di una filiera produttiva e coinvolta nella gestione dei processi aziendali. I miei genitori hanno rispettato questa mia inclinazione e mi hanno sostenuta nel perseguire il percorso che sentivo più vicino alle mie aspirazioni.
Ci può descrivere il suo percorso professionale e di cosa si occupa? Ha qualche progetto per il futuro?
Dopo la laurea, sono entrata a far parte di una delle principali aziende di telecomunicazioni della Repubblica Dominicana, dove mi sono occupata del miglioramento dei processi legati ai servizi telefonici.
Trasferitami in Italia, ho scelto di dedicarmi alla mia famiglia e al ruolo di madre. Oggi, con la mia seconda figlia che ha compiuto 10 anni, posso dedicare più tempo ed energie alla promozione dell'inclusione e dello sviluppo sociale della comunità dominicana in Italia.
Nel 2023 ho fondato Atrevete Mujer APS, un'associazione il cui nome è un invito alle donne a "osare". L'obiettivo è offrire strumenti di crescita personale e professionale che favoriscano l'autonomia e la libertà economica, contribuendo così a ridurre le condizioni che possono favorire la violenza di genere e la tratta di esseri umani.
Nel 2025 è nato Dominicana Conecta, un progetto volto a creare una rete tra gli imprenditori dominicani residenti in Italia. La finalità è aumentare la visibilità delle loro attività, favorire le connessioni professionali e promuovere la partecipazione a reti e associazioni imprenditoriali italiane in grado di sostenere lo sviluppo delle imprese.
Recentemente abbiamo costituito Dominicano Soy APS, un'associazione culturale che include un fondo di solidarietà destinato a sostenere, secondo la volontà delle famiglie, le spese per il rimpatrio delle salme o per l'organizzazione dei funerali in Italia.
Nel luglio 2026 presenteremo nella Repubblica Dominicana il progetto "Radici Dominicane Senza Frontiere", un'iniziativa in linea con l'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (OSS) n. 5 delle Nazioni Unite, dedicato alla parità di genere e all'empowerment di donne e ragazze. Il progetto sarà sviluppato nel quartiere di Capotillo, nella città di Santo Domingo, un'area caratterizzata da particolari fragilità sociali, dove molte ragazze affrontano gravidanze in età adolescenziale.
Parallelamente, lavoreremo con donne dominicane residenti in Italia per promuoverne l'inclusione sociale, professionale e personale. I punti d’interesse di questo progetto saranno: crescita personale, strumenti teorico-gestionali per sviluppare imprese e elaborazione di business planning e tecnologia basica.
Nel suo percorso di studi o nella sua carriera, ha incontrato difficoltà in quanto donna?
Io personalmente, non ho trovato difficoltà nello sviluppo della mia professione.
Secondo lei, nel nostro Paese esistono ancora barriere che impediscono alle ragazze di avvicinarsi agli studi STEM o alle giovani donne di fare carriera in queste professioni? Cosa si potrebbe fare per migliorare le cose?
Sì, in Italia esistono ancora barriere culturali e strutturali che limitano l'accesso e la crescita delle donne nelle discipline STEM. A mio parere, l'iniziativa che state promuovendo è molto importante: portare nelle scuole una maggiore conoscenza delle materie STEM e dare voce alle professioniste che operano in questi settori può fare una grande differenza.
Ascoltare le esperienze dirette di donne che hanno intrapreso queste carriere permette alle ragazze di identificarsi con modelli concreti e positivi. Molte di loro potranno riconoscersi nelle storie raccontate, sentirsi incoraggiate e decidere di seguire percorsi professionali simili, contribuendo così a ridurre il divario di genere ancora presente in questi ambiti.
C’è qualche consiglio che può dare alle ragazze che amano le materie STEM e vorrebbero intraprendere questa strada ma hanno ancora incertezze e timori?
La società ha bisogno di ragazze coraggiose, capaci di intraprendere il percorso che desiderano, senza lasciarsi condizionare dagli stereotipi o dalle etichette imposte dalla società. È importante superare queste barriere e dimostrare che le professioni STEM non hanno genere: ciò che conta sono la passione, l'impegno e la determinazione.
Abbiate fiducia nelle vostre capacità e non abbiate paura di mettervi in gioco. Le competenze si costruiscono nel tempo attraverso lo studio, l'esperienza e la pratica. Nessuno nasce sapendo programmare, progettare un esperimento o risolvere problemi complessi. Ogni traguardo è il risultato di un percorso di apprendimento, fatto di curiosità, costanza e voglia di crescere.
Osate sognare in grande e perseguite i vostri obiettivi con determinazione: il vostro talento può fare la differenza, sia nelle discipline STEM sia in qualsiasi altro ambito scegliate di intraprendere.