Simona Sala

Presidente esecutivo di CU.BE sps Srl I.S.

Gentile Simona si è laureata in Architettura al Politecnico di Milano e, ultimamente ha deciso anche di diventare Manager e Imprenditore del terzo Settore. Com’è giunta a questa scelta? E’ sempre stata portata per le materie STEM fin da piccola? Cosa sognava di fare “da grande”?

Sono sempre stata curiosa. Fin da piccola mi stupivo di tutto, dei dettagli nascosti in ogni cosa, in una famiglia in cui l’arte e la pittura erano una presenza costante.
Ho deciso di frequentare il Liceo Artistico all’ultimo istante, quasi come un colpo di fulmine, pur essendo già iscritta in un altro Liceo. La matematica e l’arte sono sempre state per me un gioco, una possibilità di indagare le forme che diventano piano piano realtà e si trasformano in luoghi e spazi percorribili. Avevo molti sogni nel cassetto e due desideri: frequentare Ingegneria Aerospaziale ma anche Architettura. A volte mi chiedo ancora il perché di queste due attrazioni apparentemente così distanti, che sono rimaste poi nella mia vita… e in quel momento le forme e lo spazio, il vuoto, il respiro e la leggerezza che mi avevano attratto negli anni del Liceo mi hanno convinta a scegliere la Facoltà di Architettura. Ho frequentato così il Politecnico di Milano proprio per quella caratteristica di polifunzionalità che lo contraddistingue e mi sono laureata con lode, guidata dal professor Angelo Torricelli in una ricerca entusiasmante dentro le tracce nascoste della storia e delle vite di Milano con una tesi in progettazione in cui le tavole di progetto proposte erano anche dei singoli quadri pittorici di ampie dimensioni.
Dopo altri percorsi di studio e specializzazione in ambito architettonico e modellazione 3D ho frequentato un Executive Master, per diventare Manager ed Imprenditore Sociale, proprio nel momento in cui la Congregazione aveva deciso di sviluppare le proprie attività educative continuando ad investire per progettare un mondo di cultura con bellezza, dentro le novità delineate dalla Riforma del Terzo Settore.
La bellezza della cultura è un sogno che mi accompagna fin da bambina, nelle sue infinite sfumature ed è un progetto che ha bisogno ancora di profezia per l’uomo.

La scuola le ha fornito un orientamento in questo senso? La sua famiglia l’ha sostenuta nella scelta?

La scuola è stata un trampolino di lancio. I miei genitori mi hanno sempre accompagnata anche quando improvvisamente ho detto che volevo frequentare il Liceo Artistico: ed è proprio questo percorso che ha fatto emergere la mia attitudine al mondo tecnico e tecnologico, trasformando la curiosità e la passione per l’arte e l’estetica, in una ricerca di spazi senza fine, in un gusto per la decostruzione dello spazio e l’indagine della realtà.

Dopo la laurea è entrata a far parte della Congregazione delle Suore del Preziosissimo Sangue di Monza. Oggi è Presidente di una nuova Impresa Sociale CU.BE sps Fare Cultura con bellezza. Ci può descrivere il suo percorso professionale e di cosa si occupa? Ha qualche progetto per il futuro?

Per me il percorso è stato più personale che professionale; durante il primo anno di Università ho deciso di consacrare la mia vita nella Congregazione delle Suore del Preziosissimo Sangue di Monza, dove avevo frequentato il Liceo Artistico, continuando gli studi al Politecnico.
Conseguita la laurea mi sono dedicata per venticinque anni all’insegnamento delle Discipline Architettoniche e del meraviglioso mondo della Geometria Descrittiva, presso il nostro Liceo Artistico e, contemporaneamente, ho avuto la possibilità di progettare e seguire direttamente alcuni interventi architettonici, tra i quali una Casa Albergo a Roma ed una in Valsassina, la ristrutturazione dei Campus di Monza e di Milano, di proprietà della Congregazione, ed alcuni progetti di nuova costruzione in Kenya.
Oggi svolgo il ruolo di Presidente Esecutivo della società CU.BE sps e mi dedico, soprattutto per passione, all’architettura e alla creazione di spazi belli per i bambini ed i giovani che frequentano i nostri Campus; anche questo è fare cultura con bellezza.
Progetti? Molti. E proprio per questo nasce, nel 2024, l’Impresa Sociale, per continuare ad investire nel futuro dell’uomo, nell’educazione, per continuare a fare cultura con bellezza, convinta che per ognuno di noi c’è una bellezza che ci attrae.
I primi progetti sono ‘Una Scuola di Musica Per tutti’ a Monza ed un ‘Campus Universitario’ a Milano… ma i progetti non finiscono qui, amo sognare e disegnare sempre nuovi tratti di strada da vivere insieme.

Nel suo percorso di studi o nella sua carriera, ha incontrato difficoltà in quanto donna?

Le difficoltà, vivendo in un mondo ‘protetto’ come è definito quello del Convento, sono state certamente inferiori a quelle che una donna può vivere in un’azienda. Tuttavia, le infinite possibilità che mi sono state offerte come Architetto mi hanno messa a confronto con l’esterno, in modo sempre più quotidiano ed in ‘dialogo’ anche con le diffidenze, non solo nei confronti del mio essere donna ma soprattutto del mio essere una donna ‘religiosa’. I primi incontri, non posso nasconderlo, hanno suscitato spesso diffidenza ma anche stupore da parte di molti; la conoscenza ed il confronto sia professionale che personale hanno sempre cancellato questi luoghi comuni. Io credo sia molto importante avere fiducia in sé e credere nei propri desideri dimostrando competenza, passione e grande dedizione.

Secondo lei, nel nostro Paese esistono ancora barriere che impediscono alle ragazze di avvicinarsi agli studi STEM o alle giovani donne di fare carriera in queste professioni? Cosa si potrebbe fare per migliorare le cose?

Secondo me le barriere sono più un retaggio di pensiero, un perpetuare degli stereotipi famigliari e sociali che spingono poi le ragazze a scegliere professioni considerate più femminili. Ma ancora dico che sono la passione, la motivazione ed il credere in un desiderio gli ingredienti necessari per colmare questo gap. Occorre alimentare la fiducia e la curiosità delle ragazze, decostruire i luoghi comuni, far comprendere che le materie scientifiche non sono relegate in un laboratorio, ma appartengono alla vita di ogni giorno e ci permettono di leggere il mondo in cui viviamo in modo articolato, di giocare e muoverci con consapevolezza dentro questa storia come costruttori di futuro.
E, certamente, non possiamo nascondere come anche un welfare migliore potrebbe aiutare la scelta in questo senso.

C’è qualche consiglio che può dare alle ragazze che amano le materie STEM e vorrebbero intraprendere questa strada ma hanno ancora incertezze e timori?

Vorrei dire a tutte che è bello dare vita ai desideri che sono in noi: il desiderio è ciò che spinge ogni nostra azione, ogni nostra giornata. Il desiderio è ciò che ci fa mettere in gioco con tutto, e con grande coraggio; la vita si muove per attrazioni e non per timori o repulsioni. Lo so non è facile, a volte, ma dobbiamo esserne convinte e soprattutto conoscere e comprendere quelle passioni e quei punti di domanda che ci abitano per la sola bellezza di rispondere alla chiamata del sogno che è in noi.